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È uscito un nuovo brano dei LESBIAN, corri subito a drogarti!

25 apr

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Vi ho mai parlato dei LESBIAN? Non mi sembra di ricordare di averne mai scritto su questo blog, eppure Stratospheria Cubensis, il loro ultimo disco, era una roba micidiale, un’ora e dieci di deliri psichedelici misti a paludosi sussulti in odore di Louisiana, storture black metal, piogge di droni che i Sunn O))) in confronto sono degli allegroni e – udite udite- digressioni prog da far andare in visibilio il peggiore dei fanatici dei Dream Theater. O di Eros Ramazzotti, perché anche Eros ha le sue esigenze cosa credete. Un giorno devo assolutamente parlare della mia passione per Eros Ramazzotti, solo che ora non mi sembra il caso, perché nonostante siano le 10 di sera sono ancora in hangover, ho sonno, ho mal di gola, ho fumato solo due sigarette e francamente Forestelevision Pt.1, il nuovo pezzo della band di Seattle (cicli che si chiudono ragazzi, vi giuro che non lo faccio apposta a farmi piacere TUTTE le band di Seattle), mi sta letteralmente sfondando i timpani, già abbondantemente compromessi. Il pezzo riprende il discorso interrotto con il disco precedente, difatti per undici minuti non c’è n’è per nessuno signori miei, mazzate e botte da orbi, ma con fare intelligente. Delle mazzate molto ragionate, perché i Lesbian quando devono fare male sanno esattamente dove andare a colpire, ma negli ultimi minuti dei loro brani solitamente si concedono le consuete distorsioni spaziali. Ovviamente questo primo estratto non fa eccezione. 

Forestelevision uscirà il il prossimo 25 Giugno su Translation Loss Records e sarà prodotto da Randal Dunn, già al lavoro con gente del calibro di Earth, Sunn O))), Boris, Wolves In The Throne Room e Kayo Dot. Insomma se avete un minimo presente chi sia questa gente qui, sicuramente avrete anche capito dove vanno a parare i Lesbian. Il nuovo disco sarà composto da un’unica traccia della durata di quarantaquattro minuti. Quarantaquattro. Prepariamoci, perché a giugno ci saranno dei mostri da combattere. 

Quasi dimenticavo, il pezzo potete ascoltarlo qui

Così parlò Tony Iommi: ‘God is Dead?’ è il nuovo singolo dei BLACK SABBATH

19 apr

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È da ieri sera che non riesco a smettere di ascoltare il nuovo pezzo dei riformati Black Sabbath, il ché ha dell’allarmante se ci pensate bene. Dopo i tanti annunci, le smentite, l’ufficializzazione del tutto e la dipartita di Bill Ward che nel mentre è stato sostituito dall’ex Rage Against The Machine Brad Wilk, finalmente possiamo goderci un primo gustoso estratto dal nuovo e pluriannunciato 13

Il pezzo suona come l’Ozzy di Black Rain (lasciamo perdere Scream che è meglio), ma senza i fischi di Zakk Wylde con la chitarra, vista la presenza del Meastro Tony Iommi, che sciorina riff dell’era Sabotage come se non ci fosse un domani. È troppo presto per trarre qualsiasi altra conclusione, ma per me i 9 minuti di God Is Dead? volano ogni volta che l’ascolto, per di più nella seconda metà del brano mi è scesa pure la lacrimuccia per quanto suoni Sabbath. Peccato solo per la voce di Ozzy che un po’ spezza la magia, visto il timbro più graffiante e meno oscuro, ma d’altronde sono oramai anni che la sua voce ha radicalmente cambiato tono, dunque c’era anche da aspettarselo. Viste le bassissime (da parte mia almeno) aspettative circa la riuscita di questo disco, sentire che questa prima anticipazione non suona poi così male mi ha incoraggiato parecchio sulla buona riuscita di questo inaspettato ritorno. 

Ai posteri l’ardua sentenza:

L’ingannevole nuovo singolo degli AMON AMARTH

13 apr

Gli Amon Amarth ci lasciavano il loro ultimo album, Surtur Rising, nel marzo 2011. Lo ricordo bene perchè in quel periodo ero a Berlino, avevo trovato il disco nell’enorme reparto musicale dell’altrettanto enorme Saturn ad Alexanderpatz, una piazza enorme per chi non lo sapesse.
Mentre i miei compagni di viaggio erano intenti in attività culturali, come fare la fila al McDonald o litigare con le zingare, io mi giravo st’enorme negozione, felice come una pasqua. Avrò infilato nel carrello roba come 120/130 euro di dischi, compreso, come detto prima, l’appena uscito Surtur Rising. Quello che pensavo all’epoca è più o meno quello che penso tutt’ora: un dischetto carino, nulla di nuovo ma neanche nulla di brutto, compitino ben svolto eccetera. Dagli Amon Amarth insomma non m’aspetto nulla di innovativo e quando compro un loro platter so esattamente cosa ascolterò di li a poco.
All’annuncio di questa nuova uscita, intitolata Deceiver of the Gods, la mia reazione è stata standard e così sono andato tranquillamente ad ascoltarmi il singolo appena rilasciato. E ci sono rimasto malino e non so come prenderla per ora, perchè il pezzo non è male, ma il sound è a dir poco straniante, tutto molto soft, pulitissimo e con un riff preso di peso da un pezzo degli Apokalyptischen Reiter di cui mi sfugge il nome al momento.
Il pezzo continua su questa strana scia fino a 3:20 e qualcosa, dove sembra tornare nei canoni classici del gruppo svedese e sembra appunto darsi una svegliata. Sarà colpa di Loki, il Dio degli inganni che aleggia sulla cover, e attorno a cui ruota il concept dell’album?
Sicuramente è troppo presto per ricevere risposte o fasciarsi la testa, i presagi per questo nuovo album però non sono di quelli buoni.

Minatori di tutto il mondo unitevi: in streaming un nuovo brano dei SODOM

10 apr

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Le photosession dei SODOM sono sempre uno spasso, perché in bella vista c’è sempre la fluente chioma di Tom Angelripper, uno che a cinquant’anni suonati non si è ancora stancato di mettersi addosso le toppe dei Motörhead. Da trent’anni lui veste sempre uguale, fiero paladino dei diritti dei minatori, abile e navigato divoratore di pane, crauti e bratwurst, il buon vecchio Tom al di là dell’età è sempre identico. Questa sua attitudine si riflette inevitabilmente nella musica della sua band, sostanzialmente la stessa da trent’anni.

Sebbene sia possibile fare un distinguo tra diversi periodi della band e nonostante molti dischi si differenzino tra loro per un approccio più o meno moderno e/o melodico, ora non staremo qui a parlare delle differenze che intercorrono tra un M-16 e un Better Off Dead, perché sarebbe una caccia alle minuzie che rivelerebbe una certa sociopatia, da cui riconosco di essere affetto. Ad ogni modo che gli vuoi dire ai Sodom? Hanno fatto la storia del metallo tedesco (e non solo), uscendosene un anno sì e l’altro no con un disco nuovo che puntualmente spacca il culo a tutti i giovani fighettini che oggigiorno spacciano la propria musica per thrash metal. Da due dischi a questa parte suonano leggermente più melodici rispetto al passato, difatti il precedente In War And Pieces era un disco formidabile se non stratosferico, non c’era un pezzo – e dico uno – sbagliato o fuori posto, a farla da padrone erano i classici mid-tempo da headbanging furioso e i cori epici da cantare ubriachi alle 3 di pomeriggio sotto il sole bollente di un qualsivoglia campeggio estivo, mentre a 2 metri da te sta suonando un anonimo gruppo gothic metal polacco. 

Epitome of Torture uscirà il 26 aprile e io seriamente non vedo l’ora. Stigmatized è il classico pezzo dei Sodom, una bordata classicamente thrash, tiratissima e paurosamente diretta. Il pezzo dura 3 minuti scarsi ed Angelripper si diletta in un cantato in cui alterna growl, scream e urlacce graffianti da 40 Lucky Strike al giorno. Il pezzo è ascoltabile in streaming a questo indirizzo. Che bel sentire signori miei, che bel sentire. 

Festeggiare la primavera con un pezzo nuovo degli IMMOLATION

22 mar

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Dal 1988 ad oggi gli IMMOLATION non si sono mai fermati, inanellando una serie di dischi che a partire dal seminale Dawn of Possession, caposaldo della prima ondata di death metal di scuola statunitense, li hanno proiettati sin da subito nell’olimpo degli dei del death metal. D’altronde il succitato capolavoro merita benissimo di rientrare nei 20-30 dischi death metal più influenti della storia e personalmente mi sento di inserirlo anche tra i miei 10 dischi preferiti di sempre. Non che gli album successivi fossero da meno, anzi, nel corso della loro lunga e tortuosa carriera Rob Vigna e Ross Dolan hanno sviluppato un talento particolare nel comporre pezzi che oltre che devastare i timpani e sfondare le pareti possiedono anche un groove pazzesco che rende pressoché memorabile quasi ogni episodio della loro folta discografia. Non fanno eccezione i più recenti Majesty and Decay e l’ultimo fenomenale EP Providence, che all’epoca avevo accolto con l’esaltazione del tifoso da stadio. 

A distanza di due anni la band di Yonkers è tornata per rincarare la dose e ricordare al mondo intero che la storia non si discute. Gli stilemi classici degli Immolation ci sono tutti, a partire dalle meravigliose dissonanze chitarristiche, passando per i solismi oscuri e sulfurei di Vigna e il riconoscibilissimo e profondo growl del signor Dolan. Kingdom of Conspiracy è il titolo del nuovo disco, la cui uscita è prevista per il 14 maggio sotto Nuclear Blast. In streaming sul sito web di Decibel l’annichilente e quantomai ispirata title-track, un regalo che gli Immolation ci hanno fatto per festeggiare la primavera. Noi sentitamente ringraziamo. 

Un gufo mannaro norvegese a Salem, nuovo video per gli KVELERTAK

21 mar

La nuova fatica degli scoppiatissimi KVELERTAK è in dirittura d’arrivo, mancano pochi giorni al 25 Marzo e alla release europea di Meir ma noi, che stiamo sempre e notoriamente un passo avanti a tutti, gli stiamo già buttando un ascolto preventivo o due (me dai, facciamo che l’ho lasciato in loop tutta la sera).
Per voialtri poco avezzi ai ritmi norvegesi e che aspettate il 25 per far vostra una copia di Meir, gli Kvelertak hanno ben pensato di rilasciare un secondo video dopo quello per brumm brumm Bruane Brenn che avevamo precedentemente apprezzato e condiviso con gran alacrità.
Il pezzo scelto è Manelyst, che si scrive Månelyst ma stavo prendendo tempo per far copia incolla con lettere nordiche (fare Alt+0229 è troppo difficile a st’ora) e invece degli acculturati e centaurici riferimenti letterari (non so farli) a questo giro vi faccio solo notare che è un video zeppo zeppo di riferimenti al cinema horror: esorcisti, licantropi e killer mascherati siete i benvenuti.
Meir è in uscita questo 25 Marzo (lo so l’ho già detto tre volte, ma se mi dimentico io figuratevi voi scoppiati che leggete, siete messi peggio), prodotto da Kurt Ballou e registrato, ovviamente, nei suoi GodCity Studios nella ridente cittadina di Salem.

nda: nel caso incappaste in una data live di questa banda di folli il mio amichevole consiglio è sempre quello di mantenere una certa distanza di sicurezza da Erlend Hjelvik. Uomo avvisato…

Gli HYPOCRISY vi augurano il buongiorno con un pezzo nuovo

18 mar

Giusto per iniziare bene la settimana ora ci gustiamo insieme un pezzo nuovo degli HYPOCRISY, che puntualmente tornano per ricordarci che gli alieni esistono. Tales Of Thy Spineless è pure bello, alla faccia di quelli che non apprezzano la svolta ehm sperimentale degli ultimi dischi. End Of Disclosure uscirà nei negozi di dischi (bella lì, la battuta del lunedì mattina che non farà ridere nessuno) il 22 Marzo, sempre sotto l’egida della Nuclear Blast. 

The Lucanian Job, colpo grosso per l’Agglutination

15 mar

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Fresco fresco da Facebook arriva l’ultimo annuncio riguardante i big presenti all’edizione 2013 del festival metal lucano. A completare un bill che definire mostruoso è dir poco arrivano nientemeno che i Marduk, alla loro seconda partecipazione al festival.

Ad accompagnare il combo svedese una intera parata di nomi grossi, dagli americani Overkill ai finlandesi Stratovarius, mentre dal panorama nazionale troviamo la presenza dei briganti bergamaschi Folkstone accompagnati dagli Eldritch (devo imparare a scriverlo entro il 10 agosto).
A questi si aggiungeranno probabilmente altri nomi di artisti emergenti del panorama nazionale, i primi confermati sono i romani Blind Horizon.
Un bill davvero esagerato, e variegato come sempre, per questa edizione 2013 che si terrà il 10 agosto a Chiaromonte.

I ringraziamenti vanno sempre a Gerardo Cafaro e a tutti i ragazzi dello staff che ogni anno danno vita ad un evento grandioso sotto tutti i punti di vista, dando occasione ai ragazzi lucani (e non) di passare una giornata sotto l’insegna della musica estrema, della birra e dei panini.
Ci si becca a Chiaromonte.

Il crollo della cattedrale: il canto del cigno dei CATHEDRAL

14 mar

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A febbraio del 2011 i CATHEDRAL di Lee Dorrian avevano di fatto già annunciato il loro scioglimento, poi concretizzatosi con l’ultimo show del 3 dicembre, affiancati dai loro eredi Grand Magus. L’addio definitivo sarà però rappresentato dall’ultimo profetico disco in studio: The Last Spire. L’ultimo album, che rappresenterà il canto del cigno della band inglese, uscirà il 30 aprile e per ingannare l’attesa potete ascoltarvi il primo singolo Vengeance Of The Blind Dead, allegato alla rivista Decibel e disponibile in streaming su Soundcloud

A rincarare la dose il video di The Last Spire, secondo pezzo gentilmente offerto in anteprima, che inizia con un riffone di quelli che appena ti sei svegliato ti fanno saltare sulla sedia e ti fanno capire come di band così ne nasca una ogni morte di papa. Ora attendiamo impazienti l’ultimo, inevitabile e quantomai necessario disco della band che più di tutte ha cambiato la storia del doom degli ultimi venti anni. 

Il meraviglioso mondo dei GLORYHAMMER

8 mar

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Christopher Bowes è una persona che stimiamo un casino, ma nel profondo proprio, del tipo che io gli farei insegnare matematica al liceo. Si, matematica, perché dovete sapere che Christopher Bowes è laureato in matematica. Noi lo abbiamo scoperto grazie alla costante mole di aggiornamenti che pubblica sul suo profilo di Facebook, che io e Mattia non smettiamo mai di controllare, per il semplice fatto che è una fucina di cazzate praticamente inesauribile.

L’anno scorso il cantante degli Alestorm aveva pure pubblicato un disco solista, At the Organ with Christopher Bowes, dove c’era addirittura un pezzo dedicato alle mani (!) di David Tennant. Giusto per chiarire il livello di delirio del disco (solo piano e voce). Quest’anno come l’anno scorso, l’esperimento operistico si è ripetuto di nuovo e il geniale Bowes ha scritto e registrato il meraviglioso Christmas At The Organ, che io ho seriamente ascoltato la mattina di Natale, tra le proteste di tutta la famiglia che si rifiutava di sentire quella campana stonata. Inutile dire che ovviamente queste persone non sanno apprezzare il tocco del genio, che io pensavo recitasse la parte del personaggio negli Alestorm, invece no. Assolutamente no, Bowes è seriamente un personaggio, e a comprovare questa tesi ci pensano i GLORYHAMMER, nuova band capitanata da mastro Bowes, dedita ad un heroic fantasy power metal dannatamente efficace, in cui il re dei pirati si esibisce in un’arzigogolante prestazione dietro le tastiere. Il loro debutto, Tales From The Kingdom Of Fife (che tradotto suona come Storie dal regno del piffero), sembra voler fare il verso a tutta la scena power metal dei tempi che furono, ed in particolare ai nostri Rhapsody. Tra l’altro il video del primo singolo, Angus McFife, riesce ad essere più serio e credibile di qualsiasi video della band di Turilli, che – ad esempio – nello storico video di Rain of a Thousand Flames si metteva a gridare un improbabile NUOO eroico nel momento in cui gli moriva la tipa.

Ad accompagnare Bowes nel magico mondo del piffero ci sono anche il cantante Thomas Winkler, Paul Templing alla chitarra, James Cartwright al basso e Ben Turk dietro le pelli, nomi che al momento non ci dicono molto, ma che in un futuro non troppo lontano probabilmente diventeranno i nostri nuovi eroi. Tales From The Kingdom Of Fife esce il 29 marzo su Napalm Records in due edizioni, una classicissima standard edition (con una copertina che ha del magistrale) e una splendida heroic edition che ricorda le migliori edizioni deluxe dei dischi dei Manowar. I Gloryhammer partono già benissimo, candidandosi già da ora al premio Eleganza Indomita

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